L’indagine sulla crisi migratoria e l’impegno dell’Unione Europea in merito

La crisi migratoria del 2015 ha comportato, per l’Unione Europea, la necessità di garantire un controllo efficiente dei flussi di persone e delle frontiere esterne e, a tal fine, l’adozione di misure che hanno permesso una riduzione del 90%1 degli arrivi irregolari nei territori dell’Unione Europea. La collaborazione tra gli Stati membri aveva come obiettivo la realizzazione di una politica migratoria “efficace, umanitaria e sicura”,2 subordinata al rispetto della Carta dei diritti fondamentali dell’Unione Europea, della Convenzione relativa allo status di rifugiati e gli obblighi inerenti all’accesso alla protezione internazionale (in particolare, il principio di non refoulement3), della legislazione volta a garantire la tutela e il rispetto della dignità umana, del diritto alla vita, alla libertà e alla sicurezza, la condanna delle torture e di pene o trattamenti disumani.

Uno dei principali problemi che l’Unione Europea ha dovuto (e deve tuttora) affrontare è il fenomeno della clandestinità: chi fugge dalla guerra per raggiungere i territori europei rischia la vita sia per le imbarcazioni di fortuna utilizzate per le traversate che, soprattutto, per la capacità delle organizzazioni criminali di raggiungere il Mediterraneo. Dati statistici, infatti, confermano che dal 2015 oltre 19.0004 persone hanno perso la vita o sono disperse nel Mediterraneo e nell’Atlantico.

Per ottemperare a tali difficoltà, Frontex (Agenzia europea della guardia di frontiera e costiera) ha dispiegato tre operazioni nel Mediterraneo, grazie alle quali sono state salvate 552.0005 persone.

Tra queste l’operazione Poseidon ha l’obiettivo di garantire supporto logistico alla Grecia per la sorveglianza delle frontiere e la lotta alla criminalità in un’area di attività compresa tra i confini marittimi tra la Turchia e le isole della Grecia. Tale operazione è stata particolarmente rilevante per fermare i traffici di armi, documenti falsi ed il trasporto di sostanze stupefacenti provenienti dalla Turchia e dai paesi nativi dei migranti, grazie ad una forte attività di monitoraggio e raccolta di informazioni6. A ciò si aggiunge il supporto nella lotta al traffico di migranti, che rappresenta ormai un business internazionale. Si stima, infatti, che nel 2015 il contrabbando di esseri umani abbia fatturato quasi sei miliardi di dollari e 200 milioni di euro nel 20197 e che, grazie ad aiuti economici di organizzazioni criminali, più del 90%8 dei migranti sia giunto nell’Unione Europea e sia stato poi costretto ad attività illecite, come la prostituzione, per ripagare il debito.

La lotta al traffico di esseri umani rappresenta una delle priorità del ciclo programmatico dell’UE per combattere la criminalità (Empact) e il timore che le bande criminali e terroristiche possano adattare le loro attività al numero ed ai luoghi di controllo delle frontiere ed incrementare le attività illegali, ha portato, nel dicembre 2018, all’adozione da parte del Consiglio, di ulteriori misure operative per contrastare i traffici illegali. Il piano, relativo al quinquennio 2015-2020, si fonda su tre punti cardine: approccio potenziato a livello sia dell’UE che nazionale, sfruttamento ottimale delle sinergie tra gli strumenti operativi disponibili, massimizzazione del ricorso agli strumenti esterni dell’UE.9

L’autrice Laura Perna garantisce l’autenticità del contributo, fatte salve le citazioni di scritti redatti da terzi. Le stesse sono riportate nei limiti di quanto consentito dalla legge sul diritto d’autore e vengono elencate di seguito. Pertanto, l’Autrice è l’unica responsabile dell’eventuale violazione commessa con l’opera in merito ai diritti di terzi.

1) Consiglio europeo. Politica migratoria dell’UE. Aggiornato il 23/06/2021;

2) Ibidem;

3) Altalex. Principio di non respingimento: articolo 33 della Convenzione di Ginevra e dall’art.4 del Protocollo Addizionale alla CEDU. Esso consiste nell’obbligo di non trasferimento, diretto o indiretto, di un rifugiato o di un richiedente asilo in un luogo nel quale la sua vita o libertà sarebbe in pericolo per motivi religiosi, di razza, nazionalità, appartenenza ad un determinato gruppo sociale o per le sue opinioni politiche;

4) Consiglio europeo. Salvare vite in mare e lottare contro le reti criminali, aggiornato il 09/12/2021;

5) Ibidem;

6) Frontex. Operation Poseidon (Greece);

7) Consiglio europeo. Salvare vite in mare e lottare contro le reti criminali, aggiornato il 09/12/2021;

8) Europol-Interpol Report. Migrant Smuggling Networks. 2016;

9) Consiglio dell’UE, Traffico di migranti: il Consiglio approva un insieme di misure volte a contrastare le reti di trafficanti. 06/12/2018;

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