Le potenzialità dei fondi europei durante la fase di ripresa economica

Con l’inizio di questo 2022 l’Italia si è avviata ad affrontare il lungo periodo in cui potrà sfruttare i fondi europei del PNRR (Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza). Allo stesso tempo, però, bisogna anche sottolineare l’influenza che la situazione pandemica, scoppiata ormai 2 anni fa, ha avuto sulla definizione di questi fondi.

Inizialmente, infatti, erano stati definiti, per il periodo 2021-2027, 1.135 miliardi di euro a prezzi costanti e in qualità di impegni (che diventano 1.279 miliardi di euro a prezzi correnti, tenendo conto di un tasso di inflazione del circa 2%), pari all’1,11% del Reddito Nazionale Lordo (RNL) dell’UE-27.1 Nel 2020 poi, per effetto della crisi pandemica, sia sanitaria che economica, l’UE ha deciso di proporre un Piano per la ripresa dell’Europa sfruttando al massimo le potenzialità del bilancio europeo, proposto il 26 Maggio 2020, poi concordato nei dettagli dai leader europei il 21 Luglio 2020.

Nel dettaglio, il Piano prevede una duplice risposta alla Pandemia: Il Next Generation Eu, che prevede 750 miliardi raccolti sul mercato finanziario per il periodo 2021-2024, e che si integrano al Quadro Pluriennale 2021-2027; Il Quadro Pluriennale 2021-2027 è stato rafforzato e aumentato a 1.100 miliardi di euro2.

Dunque, la disponibilità complessiva per la ripresa economica dei Paesi europei è di 1.850 miliardi di euro (in base ai prezzi del 2018).

Le relative voci di spesa riguardano, per il Quadro Pluriennale: Mercato unico, innovazione e digitale; Coesione, resilienza e valori; Risorse naturali e ambiente; Migrazione e gestione delle frontiere; Sicurezza e difesa; Vicinato e Cooperazione esterna; Amministrazione Pubblica europea.

Per il Next Generation EU, invece sono: Recovery and Resilience Facility; ReactEU; Horizon Europe; Invest EU; Sviluppo Rurale; Fondo per la transizione giusta; Invest EU.

Dei 750 miliardi di euro del Next Generation EU, 390 miliardi sono dati agli Stati sotto forma di sovvenzioni, mentre gli altri 360 sotto forma di prestiti. Di questi fondi, il 70% è impegnato per il periodo 2021-2022, sotto forma di sovvenzioni del Recovery and Resilience Facility (anche detto Recovery Fund) e gli Stati hanno dovuto preparare un Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza, nel quale hanno riportato l’utilizzo dei fondi a disposizione, nel rispetto delle raccomandazioni dell’UE per ogni Paese e improntando gli interventi sul passaggio ad un’economia più green3, nonché le sfide individuate nel semestre europeo. I Piani, una volta ricevuti, saranno sottoposti al controllo del Consiglio europeo per essere approvati e, una volta accertato il raggiungimento dei target intermedi e finali che gli Stati si sono impegnati a raggiungere, si procederà all’erogazione dei Fondi.4 Da sottolineare che la parte di sovvenzioni date ai Paesi viene stabilita sulla base di: PIL pro-capite, livelli di disoccupazione, popolazione e impatto del coronavirus a livello nazionale. Una parte delle sovvenzioni sarà stabilita successivamente, tenendo conto della perdita di PIL reale nel 2020 e della perdita cumulativa nel periodo 2020-2021.5

Oltre il 50% dell’importo totale (Quadro Pluriennale e Next Generation EU) sosterrà la modernizzazione dell’Unione europea attraverso la ricerca e l’innovazione, le transizioni climatiche e digitali eque e la preparazione, ripresa e resilienza; il 30% del bilancio UE sarà destinato al combattimento dei cambiamenti climatici, con una particolare attenzione alla protezione della biodiversità e alle questioni di genere; il 20% del Next Generation EU sarà investito nella trasformazione digitale.

Inoltre, si prevede un arresto e una inversione di rotta, entro il periodo 2026-2027, del declino della biodiversità, attraverso l’impiego del 10% della spesa annuale del bilancio a lungo termine. Altro dato importante da sottolineare è come, per la prima volta in assoluto, le nuove priorità del bilancio 2021-2027 occupano la fetta maggiore delle risorse stanziate per il periodo 2021-2027.6

Inoltre, data la particolarità del momento, la crisi ha evidenziato la necessità dei Paesi di poter intervenire immediatamente nei momenti di necessità. Per questo motivo, l’UE ha deciso di rendere il Quadro Pluriennale 2021-2027 più flessibile.7  

L’autore Andrea Graziano garantisce l’autenticità del contributo, fatte salve le citazioni di scritti redatti da terzi. Le stesse sono riportate nei limiti di quanto consentito dalla legge sul diritto d’autore e vengono elencate di seguito. Ai sensi della normativa ISO 3297:2017, la pubblicazione in serie viene identificata con l’International standard serial number ISSN 2785-2695 assegnato dal Consiglio Nazionale delle Ricerche.

1) Camera dei Deputati; Ufficio Rapporti con l’Unione Europea; Il nuovo quadro finanziario pluriennale 2021-2027.

2) Commissione europea; Piano per la Ripresa economica; pagg.1-2.

3) Commissione europea; Relazione conclusiva del consiglio europeo 17-21 luglio 2020; pagg. 2-5.

4) Sito ufficiale UE; Bilancio dell’UE 2021-2027 – Novità; Next Generation EU: 800 miliardi per la ripresa dell’Europa.

5) Ibidem.

6) Sito ufficiale UE; Bilancio dell’UE 2021-2027 – Novità; Un bilancio a lungo termine dell’UE rinnovato e potenziato da Next Generation EU.

7) Commissione europea; Piano per la ripresa economica; pag.3.

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