La linea assunta dall’Unione Europea nella tensione Ucraina-Russia

La crisi tra Russia e Ucraina è l’esito di un contrasto che dura da quasi otto anni: dal 2014, quando si è assistito all’invasione della penisola della Crimea ad opera di Mosca ed il sostegno ai movimenti separatisti nella regione del Donbass in Ucraina orientale.1 L’avvicinamento dell’Ucraina all’Occidente, in particolar modo all’Unione Europea e alla NATO, di un paese considerato la “culla” della cultura russa moderna, rappresenta per Mosca una minaccia sia a livello securitario sia simbolico.2 Per quanto concerne l’Unione Europea, il tema della sicurezza, stabilità, prosperità, democrazia e stato di diritto nell’Europa orientale e nel Caucaso meridionale hanno assunto, a seguito del conflitto in Georgia e delle ripercussioni sulla stabilità regionale, una priorità crescente nella sua agenda di politica estera che si è concretizzata nell’istituzione del partenariato orientale nel 2009 con i sei partner dell’Europa orientale e del Caucaso meridionale, fra i quali appunto, l’Ucraina.3 La risposta dell’Unione Europea a seguito dell’annessione illegale della Crimea e alla deliberata destabilizzazione dell’Ucraina non si è fatta attendere: infatti dal marzo 2014 fino all’11 ottobre scorso, essa ha imposto gradualmente una serie di misure restrittive nei confronti della Russia, esacerbando in tal modo, le relazioni con quest’ultimo.4 Tali misure prevedono il congelamento di beni, compreso il divieto di mettere fondi a loro disposizione e al divieto di viaggio che impedisce loro di entrare o di transitare nell’UE. Un’ulteriore risposta costituisce anche l’”accordo di associazione UE-Ucraina” approvato dal Parlamento europeo nel settembre 2014, il quale ha fissato le regole di base per la cooperazione in settori chiave quali energia, trasporti ed istruzione ed oltre a ciò, l’obbligo per l’Ucraina di rispettare i principi democratici, i diritti umani e lo Stato di diritto.5

Attualmente, alla mobilitazione militare della Russia sul confine ucraino ed al pugno di ferro Mosca-Washington, l’Europa sta intraprendendo una mobilitazione diplomatica su vari livelli e secondo un doppio binario, quello del dialogo e della dissuasione, sia congiuntamente sia individualmente.6 Tale mobilitazione rappresenta per l’Unione Europea l’unica alternativa percorribile al fine di evitare (e in casi estremi ritardare) una possibile escalation, laddove in gioco vi sono diversi interessi: dalla sicurezza europea a quella energetica del Nord Stream 2, che a sua volta sta facendo emergere una posizione tedesca divergente da quella del resto d’Europa. Se da un lato, l’Unione Europea, insieme ai partner della NATO, sta tentando di continuare il dialogo con la Russia anche per rafforzare la ”sicurezza di tutti”, la cosiddetta “sicurezza indivisibile” come nel forum Osce, ovvero del divieto per le nazioni di aumentare la propria sicurezza a discapito di quella degli altri (tutti i membri dell’ Osce),7 dall’altro lato, l’Unione sta prospettando i possibili costi economici di tale scenario, come le eventuali sanzioni economiche che l’intervento russo potrebbe comportare.8 Si tratterrebbero di “sanzioni mai viste”, come affermano da tempo il Presidente statunitense Joe Biden ed i Paesi membri dell’Unione Europea, nella storia recente delle relazioni tra l’Occidente e la Russia. Un lavoro congiunto tra Stati Uniti e l’Unione Europea volta a colpire diversi settori: dall’entourage di Putin (sul quale stanno lavorando gli Stati Uniti volto a collocare nella lista nera tutte le personalità vicine a Putin, vietando la circolazione in Unione Europea e negli Stati Uniti), passando per le banche (sanzioni che colpiranno le singole banche russe come la Sberbank) per arrivare ad attaccare il settore energetico (si potrebbe valutare lo stop alle nuove esplorazioni di gas da parte delle compagnie occidentali ma anche l’interruzione del trasferimento di tecnologie per l’industria energetica russa). Si tratta di un terreno decisamente scivoloso, che avrebbe un impatto molto forte su diversi paesi, perché a rischio non c’è solo la prosecuzione dei lavori per il gasdotto Nord Stream 2 che unirà Russia e Germania, ma anche il futuro di altre aziende. Ad esempio, la britannica Bp possiede il 20% della compagnia petrolifera russa Rosneft, e la Shell ha affiancato l’americana Exxon nell’esplorazione di gas e petrolio a largo dell’isola di Sachalin.9 Una potenziale crisi militare ma soprattutto energetica, che potrebbe derivare da una possibile escalation in Ucraina, sta mobilitando l’Unione Europea nella ricerca di alternative; obiettivo del Consiglio Energia tra Unione Europea e Stati Uniti, vertice che si è tenuto dal 6 all’8 febbraio a Washington tra l’Alto rappresentante dell’Unione per gli affari esteri e la politica di sicurezza Josep Borrell e il Segretario di Stato americano Antony Blinken.10 In una nota congiunta della Presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen e del Presidente degli Stati Uniti Joe Biden, rilasciata il 28 gennaio, viene confermato l’impegno “per la sicurezza e la sostenibilità energetica dell’Europa e per accelerare la transizione globale verso l’energia pulita” in virtù degli obiettivi dell’Accordo di Parigi sul clima. In aggiunta a ciò, viene condiviso “l’obiettivo di garantire la sicurezza energetica dell’Ucraina e la progressiva integrazione dell’Ucraina con i mercati del gas e dell’elettricità dell’Unione Europea”.11

L’autrice Rita Granata garantisce l’autenticità del contributo, fatti salvi i riferimenti agli scritti redatti da terzi. Gli stessi sono riportati nei limiti di quanto consentito dalla legge sul diritto d’autore e vengono elencati di seguito. Ai sensi della normativa ISO 3297:2017, la pubblicazione si identifica con l’International Standard Serial Number 2785-2695 assegnato dal Consiglio Nazionale delle Ricerche.

1) “Speciale Ucraina: 6 mappe per capire il conflitto”. Ispionline.it. 27 gennaio 2022.

2) Ibidem.

3)”Partenariato orientale”. Consilium.europa.eu.  

4)“Misure restrittive dell’UE in risposta alla crisi in Ucraina”. Consilium.europa.eu.

5) “In che modo l’Unione europea sostiene l’Ucraina”. Europarl.europa.eu. 2 febbraio 2022.

6) Ispi, Crisi Russia-Ucraina: l’Europa gioca le sue carte”. Youtube.com.

7)”Bruxelles a Mosca, “pronti a dialogo su sicurezza, anche all’Osce”. Ansa.it. 9 febbraio2022.

8) Ispi, “Crisi Russia-Ucraina: l’Europa gioca le sue carte”. Youtube.com.

9) “Russia, su quali sanzioni stanno lavorando Usa e Ue in caso di invasione dell’Ucraina”. Open.online. 12 febbraio 2022.

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