La Banca Centrale Europea valuta l’emissione di un euro digitale per l’Eurosistema

Nonostante le continue innovazioni tecnologiche influenzino ogni aspetto della vita di cittadini ed istituzioni, la rapidità della presente transizione verso un’economia sempre più digitale ha avuto un impatto senza precedenti sul sistema dei pagamenti e, di conseguenza, sull’intero sistema finanziario globale, contribuendo inoltre ad una trasformazione radicale del tradizionale concetto di “denaro”.1 Di fatto, la crescente familiarità dei consumatori con strumenti di pagamento elettronici – accelerata indubbiamente dalla pandemia da Covid-19 – ha portato ad un rapido declino dell’uso di denaro contante nella maggior parte delle economie avanzate.2 Sebbene all’interno dell’Eurozona le differenze fra i singoli Stati membri in termini di pagamenti in forma digitale rimangano pronunciate,3 sull’onda delle iniziative lanciate da numerose Banche Centrali internazionali, nel gennaio 2020 il Consiglio Direttivo della Banca Centrale Europea (BCE) ha istituito una Task Force di alto livello con lo scopo di esplorare la possibilità di una Central Bank Digital Currency (CBDC) nell’area euro.4 Successivamente, nell’ottobre dello stesso anno la presentazione di un report iniziale ha dato il via alle prime consultazioni sulle possibili implicazioni di un euro digitale, al fine di individuarne le caratteristiche tecniche e regolatorie, così come un eventuale suo inserimento nel panorama finanziario europeo.5 In tale contesto, a partire dalla fine del 2021 si è aperta una fase di indagine della durata di 24 mesi, con l’obiettivo di testare la capacità dell’euro digitale di servire da moneta accessibile, efficiente e priva di rischi per i cittadini europei.6 La decisione di dare inizio ad un ulteriore periodo di sviluppo delle soluzioni tecniche e commerciali essenziali all’erogazione della nuova valuta è attesa per la fine del 2023. Tre le motivazioni prioritarie alla base della proposta della BCE: la necessità di fornire una risposta immediata al continuo declino dell’uso di denaro contante come mezzo di pagamento; la preoccupazione che grandi player stranieri possano assumere un ruolo dominante nel mercato dei pagamenti europeo, in cui i network statunitensi di Visa, Mastercard e Paypal hanno già assunto una posizione di primo piano; infine, l’autonomia strategica monetaria dell’Unione, a fronte di un tangibile vantaggio della Cina7  nella sperimentazione della propria valuta digitale, che coinvolge attualmente più di 140 milioni di utenti.8

Approcci tecnici e possibili modelli funzionali

In accordo alla configurazione prevista dalla BCE, l’euro digitale sarà una passività della banca centrale offerta in forma digitale e accessibile non solamente alle banche, bensì anche a cittadini e imprese per pagamenti al dettaglio;9 completerebbe altresì l’attuale offerta di contanti e depositi delle Banche Centrali, e fungerebbe sia da mezzo di pagamento, sia da attività finanziaria remunerativa.10 In ogni caso, sebbene i dettagli tecnici siano ancora in via di definizione, appare chiaro che l’euro digitale non sostituirà i pagamenti in contanti.11 Inoltre, a seguito di consultazioni pubbliche12 con le principali istituzioni europee, sono emerse alcune fondamentali considerazioni che dovranno essere attentamente contemplate nel design della futura CBDC europea: in primis, la valuta dovrà essere concepita in modo da evitare tanto il suo utilizzo come forma di investimento, quanto i rischi associati ai grandi spostamenti dal denaro privato (i depositi bancari, ad esempio) all’euro digitale.13 A questo proposito, la BCE sta attualmente esplorando ogni possibile alternativa al fine di rendere la propria valuta digitale sì un mezzo di scambio conveniente, bensì non un investimento attraente, ad esempio attraverso l’imposizione di un tetto massimo alla detenzione di euro digitali o una remunerazione a più livelli che fungerebbe da disincentivo ad un’eccessiva disposizione della valuta.14 Allo stesso modo, l’euro digitale potrebbe comportare rischi di natura reputazionale per la BCE, in quanto potenziali malfunzionamenti a livello infrastrutturale e una diversa accessibilità nei diversi Stati membri ridurrebbero la fiducia di cittadini e imprese nella funzionalità della moneta.15

Eventuali minacce cibernetiche sarebbero, da ultimo, suscettibili di minare la stabilità finanziaria dell’Eurozona e addirittura di prevenire l’entrata in uso dell’euro digitale; pertanto, la BCE dovrà prestare peculiare attenzione alla preservazione dell’integrità dell’ecosistema finanziario e alla protezione dei dati personali dei cittadini, garantendo una futura regolazione dell’euro digitale in conformità con la normativa europea sulla protezione dei dati.16 In quest’ottica, la CBDC della BCE sarebbe capace di generare notevoli benefici per gli utenti in materia di riservatezza dei propri pagamenti digitali: di fatto, una valuta elettronica offerta da un’istituzione pubblica indipendente come la Banca Centrale – che non ha alcun interesse a sfruttare i dati di pagamento individuali a scopi economici – è in grado di incrementare la riservatezza dei pagamenti elettronici, identificato come l’aspetto prioritario per l’accoglimento favorevole di un euro digitale da parte delle entità pubbliche, private ed individuali consultate nella fase d’indagine.17 Ciò dovrà, tuttavia, compensare la necessità di un sistema trasparente e conforme alle normative antiriciclaggio e antiterrorismo dell’UE, le quali richiedono un certo grado di tracciabilità ed identificazione.

L’euro digitale fra gli obiettivi strategici dell’Unione

L’emissione di un euro digitale porta con sé numerose implicazioni di carattere strategico, geopolitico e finanziario per l’Unione. In un’era in cui i sistemi di pagamento digitali lanciati da Banche Centrali straniere e grandi players tecnologici hanno il potenziale di conquistare una quota significativa del mercato interno europeo, vi è la chiara necessità di preservare l’integrità monetaria dell’Eurozona e, al contempo, rafforzare il processo di integrazione dei sistemi di pagamento in Europa:18 tale incentivo si inserisce in un più ampio obiettivo di rilancio del progetto di integrazione del mercato europeo, in cui la presenza di un euro digitale supportato dai cittadini possa acquisire un valore simbolico di unità, efficienza e stabilità.19 Di fatto, la CBDC europea giocherebbe un ruolo determinante nel preservare la coesistenza di moneta sovrana e privata nell’ambiente digitale – cruciale per la stabilità finanziaria e monetaria della zona euro, come pure per la concorrenza e l’efficienza nei mercati dei pagamenti.20 D’altro canto, i leader europei hanno recentemente sottolineato l’importanza di una moneta europea forte a livello internazionale per il rafforzamento dell’autonomia economica del vecchio continente: in particolare, l’Eurosistema potrebbe considerare l’emissione di un euro digitale allo scopo di supportare il ruolo internazionale dell’euro e, di conseguenza, stimolarne la domanda fra gli investitori stranieri.21 Non meno importante, un euro digitale potrebbe rappresentare un considerevole pretesto per favorire la digitalizzazione del settore finanziario e, più in generale, dell’economia: in tale scenario, solo un euro digitale costantemente al passo con l’evoluzione tecnologica e capace di innovarsi in termini di velocità, efficienza dei costi e programmabilità sarebbe in grado di rispondere al meglio alle esigenze del mercato.22 Su questa linea, la BCE si porrebbe come attore principale nella promozione di una maggiore competitività del settore finanziario dell’Unione, e fungerebbe altresì da facilitatore dell’interazione fra Banche Centrali in materia di pagamenti transfrontalieri e transazioni in valuta estera.23  Similmente, considerazioni di natura ambientale sono state vagliate alla luce dell’enorme impatto ecologico e dei costi energetici elevati generati dall’uso di criptovalute:24 di fatto, in un discorso del Febbraio 2020 la presidentessa della BCE Christine Lagarde ha sottolineato come un euro digitale ben ideato potrebbe contribuire alla riduzione dei costi ecologici complessivi dei sistemi di pagamento dell’area euro; inoltre, l’Eurosistema svolgerebbe un ruolo di catalizzatore facendo pressione sui fornitori di servizi di pagamento, affinché riducano i costi e l’impatto ambientale delle proprie attività.25 Ad ogni modo, l’orientamento e le scelte della BCE risulteranno fondamentali per la futura attrattività dell’Unione Monetaria europea.

L’autrice Valentina Chabert garantisce l’autenticità del contributo, fatti salvi i riferimenti agli scritti redatti da terzi. Gli stessi sono riportati nei limiti di quanto consentito dalla legge sul diritto d’autore e vengono elencati di seguito. Ai sensi della normativa ISO 3297:2017, la pubblicazione si identifica con l’International Standard Serial Number 2785-2695 assegnato dal Consiglio Nazionale delle Ricerche.

1) Passacantando, F. A Digital Euro in Search of an Identity. IAI Commentaries, 22, 05, febbraio 2022.

2) Passacantando, F. The Digital Euro: Challenges and Opportunities. In: Bilotta, N; Botti, F. The (Near) Future of Central Bank Digital Currencies. Risk and Opportunities for the Global Economy and Society, Peter Lang eds., 2021, pag. 116- 118.  

3) Secondo la Banca d’Italia, nel 2019 il numero di pagamenti pro capite effettuati in forma elettronica ammonta a 332 in Finlandia e 275 nei Paesi Bassi; in Italia e Germania, tuttavia, tale cifra raggiunge appena le 64 transazioni elettroniche pro-capite. Per approfondimenti: Banca D’Italia. Appendice alla relazione annuale sul 2019, maggio 2020.

4) Banca Centrale Europea (BCE). Report on a Digital Euro, Frankfurt am Main, ottobre 2020, pag.6.  

5) Banca Centrale Europea (BCE). Preparing for the Euro’s Digital Future, Frankfurt am Main, luglio 2021.  

6) Banca Centrale Europea (BCE), Eurosystem launches digital euro project, Press Release, luglio 2021.  

7) Bindseil, U.; Panetta, F.; Terol, I. Central Bank Digital Currency: Functional Scope, Pricing and Controls. In: ECB Occasional Papers, No. 286, Dicembre 2021, pag. 5-6.

8)  “China’s PBOC says digital yuan users have surged to 140 million”, Bloomberg, novembre 2021.

9) Ivi, pag. 3.

10) Passacantando, F. (2021) , op. cit., pag. 120.

11) Banca Centrale Europea (BCE). Preparing for the Euro’s Digital Future, op. cit.

12) Banca Centrale Europea (BCE). Report on the Public consultation on a digital euro, aprile 2021.

13) Banca Centrale Europea (BCE). Report on a Digital Euro, op. cit., pag. 18.

14) Banca Centrale Europea (BCE). Central Bank Digital Currencies: defining the problems, designing the solutions. Contribution by Fabio Panetta, Member of the Executive Board of the ECB, to a panel discussion on CBDC at the US Monetary Policy Forum, New York, febbraio 2022.

15) Banca Centrale Europea (BCE). Report on a Digital Euro, op. cit., pag. 19-20.

16) Ivi, pag. 22-23.

17) Banca Centrale Europea (BCE). Central Bank Digital Currencies: defining the problems, designing the solutions,op. cit.18) Passacantando, F. (2021),  op. cit., pag. 113.

19) Banca Centrale Europea (BCE). Report on a Digital Euro, op. cit., pag. 10-11.

20) Banca Centrale Europea (BCE). Central Bank Digital Currencies: defining the problems, designing the solution, op. cit.

21) Banca Centrale Europea (BCE). Report on a Digital Euro, op. cit., pag. 14.

22) Ivi, pag. 9-10.

23) Passacantando, F.  (2022), op. cit., pag. 4.

24) Secondo i dati forniti dal Cambridge Centre for Alternative Finance, l’utilizzo di criptovalute come Bitcoin necessita un dispendio di energia pari a quella utilizzata da Grecia e Portogallo, con un conseguente impatto ambientale senza precedenti. Per maggiori informazioni: BCE, Preparing for the Euro’s Digital Future, op. cit.

25) Banca Centrale Europea (BCE), Report on a Digital Euro, op. cit., pag. 15.

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